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“UMBRIA JAZZ WINTER”: SUCCESSO PER ORVIETO
La quindicesima edizione di “Umbria Jazz Winter” ha chiuso i battenti. Gli ultimi turisti della musica a testa bassa trainano le valigie cigolanti fino allo stop dei minibus. È la partenza per molti. Chi resta tira le somme prima di iniziare a fare programmi per la sedicesima edizione. È il caso dell’assessore Pirkko Peltonen, o forse bisognerebbe dire “assessora” visto che si tratta della signora Rognoni, gentilmente invitata dal sindaco a mettersi al lavoro per la sedicesima edizione. <<Il merito del successo è frutto dello sforzo collettivo dell’intera città, dei molti volontari, dell’Associazione TEMA, dei privati che hanno fatto da sponsor…>> dice Pirkko Peltonen nel corso della conferenza stampa tenuta nella hall del teatro Mancinelli. <<La città comincia a sentire “sua” questa festa e se ne appropria. Mi auguro per il futuro che aumentino gli interventi dei privati.>> <<Un incremento del 10% delle presenze paganti indica che il Festival va bene.>> dice Omero Tizzi del Comune di Orvieto. <<Da due anni abbiamo il medesimo budget.>> aggiunge Carlo Pagnotta, direttore artistico di “Umbria Jazz”. <<Cerchiamo di farlo bastare. Il Comune di Orvieto è quello che spende bene con la “B” maiuscola! Ma se l’Amministrazione Comunale fosse sola in questa manifestazione, mai si riuscirebbe ad ottenere i risultati che abbiamo avuto.>> <<Umbria Jazz Winter” per Orvieto è una grandissima vetrina nel mondo, è la manifestazione più grande che la città abbia avuto. Manterremo l’impegno anche per il 2008.>> assicura il Sindaco. Carlo Pagnotta è soddisfatto. Mai si sarebbe aspettato di vedere il teatro Mancinelli pieno per i concerti dell’una e trenta della notte. Eppure i posti erano tutti esauriti. E che dire dei 20 concerti quotidiani tra cui i turisti hanno potuto scegliere? Ce ne sono stati per tutti i gusti. <<A me non interessa lo spettacolo in piazza. Si fa perché piace alla gente. A me interessano i numeri. Non mi lascio sfuggire le buone occasioni, specie se portano incassi. John Clayton che suona con il padre è stata una vera chicca, uno degli eventi jazz dell’anno.>> C’è sempre un grande problema: la mancanza di posti letto. Serve un albergo con duecento posti letto. Lo sostiene Carlo Pagnotta. Il sindaco Stefano Mocio conferma. Auspica un albergo nell’ex caserma Piave. Va bene anche un’altra location, purché nel Centro Storico. Quest’anno c’è chi ha cercato alloggio negli alberghi dell’intero circondario, tutti pieni, ed è riuscito a trovarlo solamente a Chiusi. (nella foto: il sindaco Stefano Mocio, l’assessore Pirkko Peltonen, il direttore artistico Carlo Pagnotta, Omero Tizzi)
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